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L'anemia Diamond-Blackfan
L'anemia di Blackfan-Diamond (DBA, MIM 105650) è un'anemia cronica classificata come "MALATTIA GENETICA RARA" che colpisce i bambini per lo più durante il primo anno di vita.
E' una rara insufficienza midollare, pur essendo la piu frequente aplasia congenita pura della serie rossa, caratterizzata da grave anemia presente sin dai primi mesi di vita, malformazioni congenite e aumentato rischio di insorgenza di neoplasie.
Le malformazioni congenite interessano circa il 40% dei pazienti, coinvolgendo diversi distretti corporei (pollice trifalangeo, palatoschisi, malformazioni urogenitali e/o cardiovascolari); il difetto staturale e frequente.

In Italia l'incidenza della DBA e di circa 6,5 casi l'anno per milione di nati. Nella maggior parte dei casi la malattia è sporadica, solo nel 10-20% dei casi si trasmette come carattere autosomico dominante. Colpisce ugualmente maschi e femmine e non sembrano esserci zone geografiche maggiormente colpite.


I PRIMI DUE CASI sono stati descritti nel 1936 DA MR. JOSEPH(S), seguiti da un rapporto più dettagliato di quattro casi dai dottori Diamond e Blackfan (entrambi Americani) da cui ha preso il nome, nel 1938.

Ancora oggi non è stata trovata la causa principale di tale disturbo nella formazione dei globuli rossi nel midollo osseo e due risultano le terapie attualmente attuabili: l'assunzione costante di cortisonici o trasfusioni di sangue a cadenza mensile.

Più della metà dei pazienti viene curata mediante l'utilizzo di corticosteroidi; i pazienti che non rispondono al trattamento steroideo richiedono un regime trasfusionale cronico che porta ad un graduale accumulo marziale sistemico con necessita di instaurare terapia ferrochelante.
Nei casi in cui vi sia un donatore idoneo i pazienti vengono indirizzati al trapianto di cellule staminali emopoietiche. Non vi sono attualmente altre opzioni terapeutiche consolidate.

Dal punto di vista patogenetico la DBA risulta essere la prima patologia umana dovuta al difetto di una proteina ribosomiale (rp) strutturale. Nel 25% circa dei casi e stata infatti riscontrata una mutazione a carico del gene codificante per S19. Un secondo gene DBA, responsabile del 2% dei casi circa, e stato recentemente individuato; si tratta anche in questo caso di una proteina ribosomiale (Gazda et al, 2006). In un solo paziente e stato riportato il coinvolgimento di una terza proteina ribosomiale, S17 (Cmejla, 200).
La disfunzione dei ribosomi, e conseguentemente della sintesi proteica, sembra pertanto il cardine dello sviluppo della malattia.


La rarità, l'eterogeneità genetica e la variabilità delle caratteristiche cliniche della DBA rendono particolarmente arduo lo studio di tale patologia, causando difficoltà di diagnosi e limitando lo sviluppo di nuove terapie.
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Ringraziamenti

ESSERE CLOWN VERONA

Ancora grazie a questo meraviglioso gruppo di persone che ha preso veramente a cuore la nostra causa.

Una bellissima foto scattata con la nostra

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AIRItaly

L'Istituto Piemontese Ricerca DBA ed il Gruppo di Sostegno accolgono con grande entusiasmo la gentile donazione fatta da AIRItaly.

Grazie di cuore

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FONDAZIONE CRT

Il Gruppo di Sostegno DBA Italia ONLUS ringrazia la
Fondazione Cassa di Risparmio di Torino
per averci erogato 6000 € quale contributo

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